Auto storica Smart: requisiti e vantaggi della certificazione ASI

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Auto storica Smart: requisiti e vantaggi della certificazione ASI

Una Smart può diventare un’auto storica? La risposta è sì, ma il semplice passare degli anni non è sufficiente. Per ottenere il riconoscimento di interesse storico e collezionistico è necessario rispettare determinati requisiti e, nel caso della certificazione ASI, sottoporre la vettura alle verifiche previste.

Per chi possiede una Smart 450, una delle prime generazioni della Smart Fortwo, il tema è particolarmente interessante. I primi esemplari hanno ormai raggiunto o superato i vent’anni e alcune vetture, se mantenute in condizioni originali e ben conservate, possono avere un interesse che va oltre il semplice valore di un’auto usata.

Ma quando una Smart può essere considerata storica? Quali requisiti deve avere? E quali vantaggi offre il Certificato di Rilevanza Storica?

Vediamo cosa sapere prima di intraprendere la procedura.

Quando una Smart può essere considerata auto storica?

Il primo punto da chiarire è una distinzione importante: un’auto con più di 20 anni non diventa automaticamente un’auto storica.

La normativa italiana distingue infatti tra veicoli semplicemente anziani e veicoli di interesse storico e collezionistico. Secondo l’articolo 60 del Codice della Strada, per rientrare in quest’ultima categoria il veicolo deve essere costruito da almeno 20 anni, essere iscritto in uno dei registri riconosciuti e possedere il Certificato di Rilevanza Storica (CRS).

Tra i registri riconosciuti dalla normativa rientra anche l’Automotoclub Storico Italiano (ASI).

Questo significa che una Smart con vent’anni di vita può essere candidata al riconoscimento, ma dovrà comunque superare le verifiche previste dal registro al quale viene presentata.

L’età non è l’unico requisito

L’anzianità rappresenta quindi soltanto il primo requisito.

Per una vettura candidata al riconoscimento storico contano anche conservazione, caratteristiche tecniche e coerenza con il modello originale. Il veicolo non deve essere semplicemente funzionante: deve possedere caratteristiche che ne giustifichino l’interesse storico e collezionistico.

Questo aspetto è particolarmente importante per una Smart d’epoca. Una vettura molto modificata, con componenti non coerenti con la configurazione originale o sottoposta a trasformazioni significative, potrebbe incontrare maggiori difficoltà nell’ottenimento della certificazione.


Che cos’è il Certificato di Rilevanza Storica ASI?

Il Certificato di Rilevanza Storica, spesso indicato semplicemente come CRS, è il documento che certifica le caratteristiche storiche e tecniche del veicolo.

Nel caso dell’ASI, la procedura passa attraverso i club federati e prevede la presentazione della documentazione richiesta e le verifiche necessarie sul veicolo.

Il certificato attesta elementi come data di costruzione, caratteristiche tecniche e rilevanza storica della vettura. Il riconoscimento è quindi legato alle caratteristiche effettive del singolo veicolo e non soltanto al modello.

È un punto fondamentale: il fatto che una determinata generazione di Smart sia diventata “vecchia” non significa automaticamente che ogni esemplare possa essere certificato come veicolo di interesse storico e collezionistico.

Originalità e stato di conservazione

Uno degli aspetti più importanti nella valutazione riguarda la coerenza della vettura con la configurazione originaria.

Questo non significa necessariamente che una Smart debba essere rimasta identica a quando è uscita dalla concessionaria. Alcuni interventi di manutenzione e sostituzione sono naturalmente indispensabili per mantenere il veicolo efficiente e sicuro.

Il punto è distinguere tra normale manutenzione e modifiche che alterano significativamente le caratteristiche della vettura.

Una Smart conservata bene, con interni, carrozzeria, motore e componentistica coerenti con il modello originale, parte quindi da una posizione migliore rispetto a un esemplare profondamente modificato.


Quali Smart possono avere interesse storico?

Per capire se la propria vettura può essere candidata alla certificazione è necessario partire dall’anno di produzione o immatricolazione, dal modello e dalle sue caratteristiche.

Le prime Smart Fortwo, identificate comunemente come Smart 450, sono oggi le candidate più interessanti dal punto di vista dell’età. Gli esemplari prodotti alla fine degli anni Novanta hanno infatti superato da tempo la soglia dei vent’anni.

Questo non significa però che tutte le Smart 450 siano automaticamente storiche.

La valutazione deve tenere conto dello specifico esemplare e della sua configurazione. Una vettura particolarmente ben conservata, con caratteristiche originali e una storia documentabile, può avere un interesse maggiore rispetto a un’auto della stessa annata ma fortemente modificata.

Smart 451 e modelli più recenti

Anche le generazioni successive possono progressivamente entrare nel mondo delle auto di interesse storico man mano che raggiungono l’anzianità richiesta.

Per questo motivo, chi possiede una Smart destinata a diventare storica può iniziare già oggi a conservarla correttamente e mantenere la documentazione degli interventi effettuati.

Fatture, manutenzioni, documentazione tecnica e fotografie dello stato del veicolo possono essere utili per ricostruire la storia dell’auto e dimostrarne la corretta conservazione.


Quali sono i vantaggi della certificazione ASI?

Il riconoscimento storico può offrire diversi vantaggi, ma è importante non confondere la certificazione con un’esenzione automatica valida in tutta Italia.

Uno dei principali motivi per cui i proprietari scelgono di certificare la propria auto è infatti la possibilità di accedere, quando ricorrono i requisiti previsti, a specifiche agevolazioni fiscali e assicurative.

Riduzione del bollo per le auto tra 20 e 29 anni

Per i veicoli di interesse storico e collezionistico con un’anzianità compresa tra 20 e 29 anni, la normativa nazionale prevede una riduzione del 50% della tassa automobilistica quando sono presenti i requisiti richiesti, tra cui il Certificato di Rilevanza Storica e la relativa annotazione sulla carta di circolazione.

Tuttavia, il sistema fiscale dei veicoli storici presenta differenze regionali. In alcune Regioni sono previste discipline specifiche che possono modificare le modalità di accesso alle agevolazioni.

Per esempio, la Regione Calabria prevede per i residenti una riduzione del 50% per determinati veicoli tra 20 e 29 anni iscritti nel Registro ACI Storico, senza necessità di aggiornare la carta di circolazione con il CRS secondo le modalità indicate da ACI.

Per questo motivo, prima di considerare il vantaggio fiscale come certo, è sempre opportuno verificare la normativa vigente nella propria Regione di residenza.

E per le Smart con più di 30 anni?

Per i veicoli con più di 30 anni la situazione è diversa.

La normativa nazionale prevede in linea generale l’esenzione dalla tassa automobilistica, mentre in caso di circolazione possono essere previste tasse di circolazione forfettarie secondo le disposizioni applicabili. Anche in questo caso è necessario verificare le regole regionali.


Ci sono anche vantaggi assicurativi?

Un altro possibile vantaggio riguarda l’assicurazione.

Alcune compagnie propongono polizze specifiche per veicoli storici, con condizioni che possono essere più favorevoli rispetto alle normali assicurazioni per auto moderne.

Le condizioni, tuttavia, non sono uniformi: possono cambiare in base alla compagnia, al tipo di certificazione, all’età del veicolo e alle modalità di utilizzo.

È quindi consigliabile confrontare attentamente le condizioni della polizza, verificando eventuali limitazioni relative alla circolazione, al conducente o all’utilizzo quotidiano dell’auto.

La certificazione storica può inoltre contribuire a valorizzare una vettura che, oltre a essere un mezzo di trasporto, rappresenta ormai una testimonianza dell’evoluzione dell’automobile.


Come preparare una Smart alla certificazione storica?

Se si possiede una Smart che si vuole candidare al riconoscimento, è consigliabile iniziare dalla sua conservazione.

1. Mantenere la vettura il più possibile originale

Prima di effettuare modifiche estetiche o meccaniche, è opportuno valutare se possano compromettere la configurazione originale.

Cerchi, assetto, scarico, interni, componenti estetici e altri elementi modificati possono influire sulla valutazione.

2. Conservare la documentazione

È utile raccogliere tutto ciò che permette di ricostruire la storia della vettura:

  • documenti del veicolo;

  • fatture degli interventi;

  • documentazione relativa alla manutenzione;

  • eventuali documenti di acquisto;

  • fotografie;

  • manuali e materiale originale.

Una buona documentazione racconta la storia dell’auto prima ancora che venga esaminata.

3. Curare manutenzione e carrozzeria

Una vettura candidata alla certificazione deve essere non soltanto originale, ma anche in buono stato di conservazione e manutenzione.

È quindi importante intervenire su eventuali problemi meccanici, corrosione, deterioramento degli interni o componenti danneggiati.


Conviene certificare una Smart come auto storica?

Per chi possiede una Smart datata e ben conservata, la certificazione può essere interessante sotto diversi punti di vista.

Da un lato ci sono i possibili vantaggi fiscali e assicurativi, dall’altro c’è la possibilità di valorizzare un modello che ha ormai acquisito un proprio ruolo nella storia dell’automobile.

La Smart Fortwo, con la sua carrozzeria compatta e la particolare configurazione a due posti, ha infatti rappresentato una soluzione molto originale per la mobilità urbana. Conservare un esemplare nelle migliori condizioni significa anche preservare una parte della storia automobilistica più recente.

Naturalmente, prima di procedere è importante verificare che la propria Smart possieda effettivamente i requisiti richiesti e che l’investimento necessario per riportarla alle condizioni corrette sia proporzionato al suo valore.

Una Smart da usare o da conservare?

La certificazione storica non significa necessariamente trasformare la propria Smart in un oggetto da museo.

I veicoli di interesse storico e collezionistico possono circolare su strada, purché rispettino i requisiti previsti per la circolazione. La normativa stabilisce inoltre specifiche disposizioni per questi veicoli e prevede la revisione con cadenza biennale.

L’obiettivo è quindi trovare un equilibrio tra conservazione e utilizzo: mantenere l’auto nelle condizioni più fedeli possibili senza rinunciare al piacere di guidarla.


LG Motori: manutenzione e cura della tua Smart

Prima di presentare una Smart per una certificazione storica è fondamentale che la vettura sia in ordine dal punto di vista meccanico.

Una revisione completa permette di individuare eventuali problemi a motore, cambio, impianto frenante, sospensioni, componenti elettrici e altri sistemi della vettura, intervenendo dove necessario.

LG Motori si occupa di manutenzione e assistenza per Smart, offrendo competenza specifica sui modelli che hanno fatto la storia della city car.

Se possiedi una Smart 450 o un’altra vettura che si avvicina alla soglia dell’interesse storico, prendersene cura oggi significa preservarne il valore e prepararla al futuro. Perché alcune auto, superata una certa età, smettono lentamente di essere semplicemente vecchie e iniziano a diventare parte della storia.

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